Com’era quella storiella, diffusa dai giornaloni nostrani e internazionali, secondo cui la riduzione delle tasse voluta da Trump sarebbe stato un fallimento? Peccato che i dati dicano praticamente l’esatto contrario. Il Pil Usa ha messo letteralmente le ali: a sorpresa l’economia americana infatti cresce del 4,2% nel secondo trimestre 2018. E secondo alcune stime relative al trimestre in corso potrebbe verificarsi un incremento ancora maggiore, quasi del 4,6%. Considerato che gli analisti per il trimestre scorso scommettevano “solo” su +4,0%, allora è chiaro che il boom è ancora più forte.

A sostenere la corsa della locomotiva economica americana sono i consumi che incidono per oltre i due terzi sul dato, cresciuti del 4%, e le esportazioni balzate del 9,3%, a dispetto dei temuti effetti di dazi e guerra commerciale tra Usa e resto del mondo. Si tratta del miglior risultato in circa quattro anni e il terzo migliore dalla grande crisi che ha colpito gli Stati Uniti oltre un decennio fa. Dunque, non proprio poca roba.

Insomma, la Trumpeconomic fondata su riduzione delle tasse, deregolamentazione e aumento della spesa a sostegno della crescita, funziona eccome. Gli antitrumpisti, che erano già pronti a celebrare la sconfitta del Don su un punto cardine del suo programma, sono rimasti a bocca asciutta e, dati alla mano, hanno dovuto riconoscere la realtà dei fatti limitandosi a commentare il tutto con un semplice “durerà poco”. Sarà anche così, ma essendo gli stessi che davano per scontata la vittoria della Clinton, ora come ora, non si può certo dire che viene spontaeo credergli.

via L’Occidentale