Nell’agenda del vertice: Corea del Nord, Ucraina e Siria La Casa Bianca: «Possono succedere tante cose buone»

New York Dopo Singapore, Helsinki. Il mondiale di Donald Trump riparte dopo la sosta calcistica di Russia 2018 proprio dal presidente della nazione ospitante.

É Vladimir Putin il protagonista del secondo incontro dell’anno nella clamorosa agenda politica con cui il presidente americano punta al trofeo dei trofei, il premio Nobel. Questa volta l’appuntamento è sul terreno neutro della Finlandia, a meno di una settimana dal summit della Nato a Bruxelles, l’11 e 12 luglio. «I due leader discuteranno le relazioni tra Stati Uniti e Russia e una serie di questioni di sicurezza nazionale», fa sapere la Casa Bianca annunciando ufficialmente il faccia a faccia dopo un lungo negoziato, sbloccatosi in seguito alla visita del consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton a Mosca. «Non si sa mai cosa succede negli incontri – afferma da parte sua Trump – Ma penso che parlando con le persone possano accadere molte cose buone». Si tratta del primo vertice formale tra i due leader, che si sono visti a margine del G20 in Germania, lo scorso luglio, e del summit Apec in Vietnam, in novembre. Sul tavolo ci sarà la guerra civile in Siria, l’aggressione russa in Ucraina e il programma nucleare della Corea del Nord, come dichiarano i funzionari in entrambi i paesi. Il Cremlino precisa che «nel corso dei negoziati si discuterà lo stato attuale e le prospettive dei rapporti russo-americani»: serve un atteggiamento «correttamente pragmatico», spiega la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. Mentre l’ambasciatore di Mosca all’Onu, Vassily Nebenzia, aggiunge: «Abbiamo tutti la speranza che il summit possa far progredire la situazione, non solo a livello bilaterale, ma internazionale», pur se «è solo l’inizio». Anche il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, plaude all’incontro Trump-Putin: «Credo nel dialogo, e l’approccio della Nato nei confronti della Russia è quello del doppio binario», dove «il dialogo è segno di forza e non di debolezza». «Non vogliamo una nuova guerra fredda né l’isolamento di Mosca», continua. Al suo arrivo al vertice Ue, Stoltenberg parla anche dell’impegno di Washington nell’Alleanza Atlantica, dicendosi «assolutamente fiducioso nell’impegno del presidente Trump»: «lo ha già dimostrato non solo con le parole ma anche con i fatti». «Le relazioni transatlantiche sono molto importanti – chiosa – gli Usa e l’Europa hanno bisogno gli uni dell’altra soprattutto ora che le minacce esterne non sono mai state così forti». In realtà c’è tensione tra il tycoon e gli alleati della Nato, e il Commander in Chief ha appena inviato una serie di lettere con un messaggio chiaro, ossia che la discussione riguarderà soprattutto l’impegno a dedicare il 2% del Pil alle spese militari, che quasi nessuno sta rispettando.

Intanto, la Casa Bianca conferma anche l’incontro tra Trump e il premier Conte a Washington il 30 luglio: «L’Italia è un importante alleato Nato, un partner leader in Afghanistan e Iraq, e un partner chiave nel portare stabilità nella regione del Mediterraneo», fa sapere Pennsylvania Avenue. «Insieme cercheremo di approfondire la cooperazione nel fronteggiare i conflitti globali e promuovere la prosperità economica tra le due sponde dell’Atlantico», precisa la nota. Mentre Palazzo Chigi sottolinea che la visita sarà l’occasione per «riaffermare la solidità e la centralità del legame di amicizia tra i due paesi». E per «approfondire la collaborazione, essenziale per la sicurezza e la stabilità internazionale e ai fini della reciproca crescita economica».

via Il Giornale